Gli spadaccini
Il nome evocativo del gruppo, Sgherri di Balìa, affonda le radici nella storia rinascimentale. Deriva infatti da una schiera di mercenari al soldo di Bandino II Bandini, il temuto Signore di Castel de la Pieve, come attestano documenti dell'epoca.
Questi personaggi, spesso figure losche o addirittura fuggiaschi dalle patrie galere, avevano il compito cruciale di proteggere il loro mecenate dagli attacchi nemici e di difendere con la forza il suo dominio. Il loro duplice ruolo di "difesa" e di "offesa" è ancora oggi ricordato e simboleggiato in modo impressionante dal Carro delle Torture, una creazione del Terziere con il suo caratteristico e inquietante Boia.
La rinascita moderna degli Sgherri si deve all'iniziativa di un gruppo di giovani contradaioli. Accogliendo una vera e propria sfida, decisero di costituire un gruppo di spadaccini che non solo facesse da degno contorno al Palio, ma che contribuisse attivamente a movimentare e animare le serate che lo precedono con qualcosa di innovativo e mai realizzato prima.
Questi ragazzi, dopo un intenso periodo di formazione con esperti Maestri d’Arme, hanno acquisito profonda confidenza con un variegato arsenale: spade, spadoni, bastoni, daghe, lance e scudi.
Ogni anno, l'abilità forgiata dall'allenamento culmina in uno spettacolo di grande impatto, un evento divenuto ormai imperdibile caratterizzato da duelli di coppia e a tre, saggi di tecnica con spada, spadone e lancia, oltre alle spettacolari evoluzioni del battaglione e i suggestivi giochi con i bastoni infuocati.
Oggi, questa manifestazione non rappresenta solo un fiore all’occhiello per il Terziere, ma è indiscutibilmente una delle performance più affascinanti, attese e apprezzate dell'intero Palio, richiamando ogni anno turisti che attendono l'appuntamento con trepidazione.
La cura per i dettagli è maniacale: i vestiti, le cappe e le maschere vengono meticolosamente studiati, disegnati, cuciti e personalizzati internamente. Tutto è curato nei minimi particolari, dalla scenografia alle colonne sonore, che cambiano di anno in anno per adattarsi perfettamente alle esigenze sceniche.
Suggestivo e caratteristico è lo stemma del gruppo: una bilancia con due piatti e una lunga spada nel mezzo.
Al momento dell'entrata degli spadaccini in piazza, questo simbolo viene ritualmente incendiato, creando un’atmosfera intensamente suggestiva e tenebrosa che prepara il pubblico all'azione.
Nel corso degli anni, gli Sgherri hanno visto un naturale ricambio di giovani, ma lo spirito di volontariato e l'inarrestabile passione per il Terziere mantengono sempre vivo e numeroso questo straordinario gruppo.