Commedia teatrale
“Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha FANTASIA." (Eduardo De Filippo)
La Compagnia dell’Orca, è il gruppo teatrale nato all’interno del Terziere Borgo Dentro nei primi anni ’90.
È stata la naturale prosecuzione del primo gruppo di appassionati, che fin dalla nascita del Terziere ha dato vita agli eventi collaterali del Palio, con varie rievocazioni.
La Compagnia trova la sua naturale collocazione, per contenuti e atmosfera, nel filone classico della commedia italiana con divertenti commedie nelle quali l’intrigo e l’equivoco sono elementi fondamentali, come lo sono i personaggi fortemente caratterizzati.
Commedie prevalentemente rappresentate “in piazza” come vuole la tradizione storica, poi con il tempo si è aggiunta una seconda rappresentazione a Teatro, per dare a tutti i contradaioli, occupati durante il Palio, l’occasione di vedere la commedia.
Questo appuntamento al temine dei festeggiamenti del Beato Giacomo Villa, patrono del Borgo Dentro, è stato spesso legato alla raccolta di fondi a favore di enti benefici.
Ogni anno va in scena un’opera originale, questa spesso nasce dalle improvvisazioni fatte durante le prove della precedente, un vero e proprio terreno fertile per le idee dello sceneggiatore.
La storia come di solito prende forma un po’ alla volta, con alcune scene che si vanno formando nella testa, si ragiona su qualche intreccio, se ne escludono altri, qualche idea spunta qua e là, si trovano e provano le battute, s’immaginano le coppie che si faranno da spalla.
Qualche ricerca storica, un po’ d’informazioni varie, che generano altre domande, altre curiosità, altre idee, altre ricerche, e… e poi si scrive, fatto!?
No, sarebbe troppo semplice e anche troppo presto per Noi, la Compagnia è inclusiva, c’è sempre modo di trovare lo spazio per un altro personaggio, per un altro contradaiolo.
Ed allora via, un altro paio di scene, anche tre, e siamo pronti a dipanare l’intreccio, tra entrate, uscite, monologhi, scene di coppia, scene di coppie e… di gruppo, un grande gruppo.
Le prove sono sempre uno stillicidio alla pazienza, ed alle speranze dell’Autore, ma ognuno di Noi vi dirà che sono la parte migliore di questo viaggio, che finisce su un palco.
Si va in scena, dietro le quinte è il solito delirio, prima, durante e anche dopo, se ne potrebbe scrivere un’altra commedia.
Davanti, sul palco si torna a vivere la caratteristica primaria del teatro, forse persino l'unica vera, il rapporto diretto tra attore e spettatore.
Senza di esso, il teatro non è.
A teatro, dietro le quinte, e anche in piedi sul palco, capita di distinguere due suoni, uno più bello dell’altro.
Il primo è la risata, quando il pubblico ride, ride e basta, è un atto di Libertà assoluta.
La risata costituisce una forma di perfezione immutabile, non si rimpiange mai, si vive sempre pienamente.
Anche quando finisce, perfino il ricordo delle risate è sempre piacevole.
L’altro è il suono di un magnifico e profondo silenzio, che ti fa capire di aver raggiunto il pubblico.
Perché qualche battuta per far pensare il pubblico ce la mettiamo sempre, è questo a dare senso al Teatro, quando cioè diventa un atto sociale, che identifica appieno il valore di un Terziere.
La Compagnia dell’Orca è uno “specchio” realistico del Terziere, vi sono rappresentate tutte le età, giovani e giovanissimi, grandi e “maturi”, capaci di convivere e condividere, diverse le esperienze ma tutti disposti a dare qualcosa di se per il bene del Terziere.
Ricordiamo tra i tanti gli appassionati Attori saliti sul palco…
Davide Barbino, Chiara Cottini, Maria Grazia Scucchi, Michela Marinali, Manuela Marinali, David Petri, Nicola Petrinotti, Claudia Manganello, Anna Mezzetti, Cinzia Graziani, Valentina Passerini, Francesco Caciotto, Carol Chimenti, Sara Graziani, Edoardo Rampi, Erminia Petrinotti, Daniela Poiata, Margherita Rapicetta, Roberta Manganello, Samuele Sberna, Giacomo Sberna, Giulia Bonomini, Giulia Versiglioni, Enrico Gentili, Mattia Caciotto, Matilde Caciotto, Andrea Di Nardo (autore e regista)… ed altri ancora
"...per prendersi gioco della morte, bisogna recitare per tutta vita..." cit. di Andrea Di Nardo